E-BOOKS

Tema | Sharing Economy

DATA DI USCITA | 22 SETTEMBRE 2016

Forse non tutti sanno che la nostra autovettura, quella spesso acquistata con sacrifici e debiti, resta in media parcheggiata per il 96% del suo tempo di vita, e impiega ben l’1% del restante tempo a cercare proprio quel parcheggio, momento della giornata che in genere è responsabile di una percentuale ancora da stimare, ma sicuramente alta, di improperi coloriti ed in vario crescendo di noi sconfortati automobilisti. E probabilmente non va meglio per quel divano-letto acquistato per alloggiare i nostri ospiti, e per moltissimi altri beni, di piccolo e, talvolta, grande valore, che animano le nostre vite.

La sharing economy ha dato una risposta a questi ed a molti altri nostri problemi, e lo ha fatto mettendo in connessione le persone, sulla base dell’elemento della fiducia e della relazione, sfruttando la rapidità di trasferimento delle informazioni garantita dal digitale.

Da fenomeno artigianale, l’economia collaborativa è cresciuta, ed oggi rappresenta una importante realtà delle nostre società e della nostra economia, in tumultuosa crescita. Si pensi che alcune ricerche valutano l’impatto atteso di questa nuova economia in 570 miliardi di dollari nel 2025. E forse sono approssimate per difetto.

E’ quindi tempo di un nuovo salto di qualità, perché l’economia collaborativa deve adesso dimostrare di essere un nuovo soggetto protagonista dei nostri tempi, e di essere in grado di integrarsi armonicamente nel tessuto economico e sociale delle nostre comunità.

Con questo lavoro Paolo Barberis, Consigliere per l’Innovazione del Presidente del Consiglio, e Lorenzo Chiriatti, giurista da anni impegnato nelle nuove tecnologie e nella rete, disegnano la struttura della futura disciplina di questo nuovo fenomeno, offrendo le loro risposte ad alcuni interrogativi e possibili punti di frizione con l’economia tradizionale, la tutela dei consumatori ed il mondo del lavoro.

Tema | Europa

DATA DI USCITA | GIUGNO 2016

Ogni qual volta agli europei viene data la possibilità di votare su questioni legate all’Europa, questi votano a sfavore. E se gli inglesi dovessero lasciare l’Europa, chi saranno i prossimi? A due settimane dal voto sulla Brexit, lo scrittore britannico, nonché editorialista del Financial Times, Simon Kuper si interroga sul futuro dell’Europa e sul ruolo dell’Occidente che definisce, contrariamente all’opinione popolare, la regione più di successo della Terra.

Tema | Natalità

DATA DI USCITA | 17 MAGGIO 2016

Un paese senza figli è un paese senza futuro. La natalità è una responsabilità, ma prima ancora è la gioia di costruire imprese che ci sopravvivono, scenari che vanno oltre la nostra immaginazione, il mondo dopo di noi.

Perché gli italiani e le italiane non “fanno più famiglia”? Dove sono finite l’incoscienza, la voglia e il coraggio indispensabili per fondare e far crescere le prossime generazioni? Dove si incaglia la nostra voglia di futuro? Mancano i soldi, i servizi, e poi? Le idee, le alleanze, i sogni? Qual è il ruolo dei giovani, delle donne, ma anche degli adulti che governano il paese, nel far tornare il futuro, con forza, nella nostra immaginazione?

In questo e-book Alessandro Rosina e Riccarda Zezza escono dai sentieri battuti per rispondere ad alcuni di questi interrogativi. E propongono soluzioni innovative e sostenibili per sbloccare scelte positive di impegno verso il futuro e aiutare la società, le famiglie, le persone a vivere con successo la scelta di avere un figlio (in più).

 

Tema | Immigrazione

DATA DI USCITA | 2 MAGGIO 2016

Gli stranieri regolarmente residenti in Italia hanno superato i 5 milioni e rappresentano l’8,3 per cento della popolazione, una proporzione ancora più consistente se si pensa che appena 12 anni fa, nel 2003, erano poco più di un milione e mezzo, neppure un terzo di quelli che sono oggi. Troppo spesso si dimentica che i flussi di migranti verso l’Italia sono stati a lungo di scarsa consistenza e che solo in anni recenti hanno assunto dimensioni che hanno pochi riscontri in Europa. L’intensità dei flussi, perfino il loro caotico procedere in alcuni anni precedenti la grande crisi economica internazionale, ha però trovato la risposta giusta in una assai sottovalutata capacità di attrazione diffusa e differenziata sul territorio che l’Italia dei mille campanili, delle molteplici attività manifatturiere, dei commerci e dell’artigianato, dei tanti mestieri ha saputo esercitare su contingenti di immigrati dalle età molto giovanili evitandone concentrazioni, specialmente urbane, abnormi, chiuse e oppositive. Un fenomeno che per assestarsi e assurgere a modello non può però essere lasciato alla sola spontaneità del tessuto economico-produttivo e dell’humus socio-culturale.

L’autore:

Roberto Volpi, statistico, ha diretto uffici pubblici di statistica, prima di esercitare la libera professione. Ha scritto molti saggi, da “Storia della popolazione italiana dall’Unità a oggi” (1989) a “La fine della famiglia” (2006), fino all’ultimo “La sparizione dei bambini down. Un sottile sentimento eugenetico percorre l’Europa” (marzo 2016)

Tema | Pubblica amministrazione

DATA DI USCITA | 15 APRILE 2016

Questo paper è il frutto di anni di ricerca e di esperienze su come i settori pubblici possano innovare e rinnovarsi in maniera efficace. Sottoposte a vincoli di bilancio sempre più stringenti, le amministrazioni pubbliche faticano a confrontarsi con le sfide epocali che hanno di fronte: dall’invecchiamento della popolazione al rapido mutamento delle aspettative degli utenti. L’opinione corrente è che costituiscano più un ostacolo che un incentivo all’innovazione. Ma esistono esempi, nella storia e a livello internazionale, che dimostrano il contrario.

In questo paper, l’autore prova a tracciare i contorni del processo che potrebbe portare a un diverso punto di vista e a nuove idee in grado di migliorare il settore pubblico.

Punti chiave:

  • è diffusa, nel settore pubblico, una generale mancanza di sistematicità sui temi legati all’innovazione, in evidente contrasto con quanto accade oggi in altri campi;
  • il compito più importante di ogni ente pubblico o governo è quello di comprendere e di affrontare una per una le diverse fasi del processo di innovazione, mettendole in relazione in modo da ottenere un unico sistema coerente;
  • questa ricerca mostra che costituire unità separate incaricate di produrre innovazione può funzionare, purché lavorino insieme alle strutture già esistenti, in modo da non permettere di considerare eventuali nuove idee come corpi estranei facilmente da respingere al mittente;
  • i casi di maggior successo dimostrano la necessità di un approccio maturo e sistemico all’innovazione, che deve essere condotta in maniera esplicita, con consapevolezza dei rischi, finanziata in maniera specifica e col supporto diffuso di tutti gli attori coinvolti.

L’autore:

Geoff Mulgan è Chief Executive di Nesta (National Endowment for Science, Technology and the Arts) dal 2011. Fra il 1997 e il 2004 ha ricoperto diversi ruoli nel governo inglese, dov’è stato alla guida della Strategy Unit del Primo Ministro. Fra il 2004 e il 2011 è stato Chief Executive della Young Foundation.

Tema | Servizio Civile Europeo

DATA DI USCITA | 17 MARZO 2016

Odysseus non è l’ennesimo programma burocratico. E’ il tentativo di reinventare l’identità europea a partire dalla domanda più elementare: cos’abbiamo, oggi, da trasmettere a un ragazzo di 18 anni? E, soprattutto, è possibile immaginare che la costruzione europea si rimetta in moto facendo leva sull’energia delle nuove generazioni?

Se, in tutto il continente, i giovani votano massicciamente i partiti euroscettici e non perdono occasione di manifestare la loro indifferenza nei confronti di una costruzione comunitaria che danno per scontata, ciò non dipende anche dal fatto che l’Europa non ha mai fatto appello al loro talento e al loro entusiasmo? Alla loro curiosità, al senso dell’avventura, ma anche al legittimo desiderio di trovare un posto nel mondo? Odysseus è la proposta di un servizio civile europeo, rivolta a tutti i giovani tra i 18 e i 25 anni e basata su esperienze e sperimentazioni in corso da tempo nella maggior parte dei paesi dell’Unione. Per immaginarla, Volta ha fatto appello a un gruppo di lavoro formato da Anna Ascani, Francesco Clementi, Luca De Biase, Filippo Gavazzeni, Federico Sarica e Paul Vacca.

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